Rete Avvocati, consulenza legale online

  • Aumenta dimensione caratteri
  • Dimensione caratteri predefinita
  • Diminuisci dimensione caratteri

Disabile ed il contratto a tempo determinato: non occorre una giustificazione

Valutazione attuale: / 0
ScarsoOttimo 

L'assunzione a tempo determinato di un disabile può avvenire anche senza indicare le ragioni che giustificano questa scelta a termine.

Questo è quanto affermato dalla Corte di Cassazione, con sentenza n.13285 del 31 maggio 2010. La motivazione di questa decisione è che l’assunzione del disabile non rientra nella disciplina del contratto a tempo determinato (D.Lgs 368/2001) ma, è regolata dalla legge 68/1999 che non prevede tale giustificazione.

La Suprema Corte ha,quindi, annullato la decisione della Corte di Appello di Potenza che, aveva condannato una società per aver violato, in tema di contratti a tempo determinato, quanto previsto dal decreto legislativo 368/2001.

L'obiettivo della L. 68/99 è di promuovere l’inserimento e l’integrazione lavorativa delle persone disabili nel mondo del lavoro, attraverso un regime derogatorio della disciplina generale.

In particolare l'art. 11 della L. 68/1999 (Convenzioni e convenzioni di integrazione lavorativa) dispone che:

 

  1. Al fine di favorire l'inserimento lavorativo dei disabili, gli uffici competenti, sentito l'organismo di cui all'articolo 6, comma 3, del decreto legislativo 23 dicembre 1997, n. 469, come modificato dall'articolo 6 della presente legge, possono stipulare con il datore di lavoro convenzioni aventi ad oggetto la determinazione di un programma mirante al conseguimento degli obiettivi occupazionali di cui alla presente legge.
  2. Nella convenzione sono stabiliti i tempi e le modalità delle assunzioni che il datore di lavoro si impegna ad effettuare. Tra le modalità che possono essere convenute vi sono anche la facoltà della scelta nominativa, lo svolgimento di tirocini con finalità formative o di orientamento, l'assunzione con contratto di lavoro a termine, lo svolgimento di periodi di prova più ampi di quelli previsti dal contratto collettivo, purché l'esito negativo della prova, qualora sia riferibile alla menomazione da cui è affetto il soggetto, non costituisca motivo di risoluzione del rapporto di lavoro.
  3. La convenzione può essere stipulata anche con datori di lavoro che non sono obbligati alle assunzioni ai sensi della presente legge.
  4. Gli uffici competenti possono stipulare con i datori di lavoro convenzioni di integrazione lavorativa per l'avviamento di disabili che presentino particolari caratteristiche e difficoltà di inserimento nel ciclo lavorativo ordinario.
  5. Gli uffici competenti promuovono ed attuano ogni iniziativa utile a favorire l'inserimento lavorativo dei disabili anche attraverso convenzioni con le cooperative sociali di cui all'articolo 1, comma 1, lettera b), della legge 8 novembre 1991, n. 381, e con i consorzi di cui all'articolo 8 della stessa legge, nonché con le organizzazioni di volontariato iscritte nei registri regionali di cui all'articolo 6 della legge 11 agosto 1991, n. 266, e comunque con gli organismi di cui agli articoli 17 e 18 della legge 5 febbraio 1992, n. 104, ovvero con altri soggetti pubblici e privati idonei a contribuire alla realizzazione degli obiettivi della presente legge.
  6. L'organismo di cui all'articolo 6, comma 3, del decreto legislativo 23 dicembre 1997, n. 469, come modificato dall'articolo 6 della presente legge, può proporre l'adozione di deroghe ai limiti di età e di durata dei contratti di formazione-lavoro e di apprendistato, per le quali trovano applicazione le disposizioni di cui al comma 3 ed al primo periodo del comma 6 dell'articolo 16 del decreto-legge 16 maggio 1994, n. 299, convertito, con modificazioni, dalla legge 19 luglio 1994, n. 451. Tali deroghe devono essere giustificate da specifici progetti di inserimento mirato.
  7. Oltre a quanto previsto al comma 2, le convenzioni di integrazione lavorativa devono:

 a) indicare dettagliatamente le mansioni attribuite al lavoratore disabile e le modalità del loro svolgimento;

b) prevedere le forme di sostegno, di consulenza e di tutoraggio da parte degli appositi servizi regionali o dei centri di orientamento professionale e degli organismi di cui all'articolo 18 della legge 5 febbraio 1992, n. 104, al fine di favorire l'adattamento al lavoro del disabile;

c) prevedere verifiche periodiche sull'andamento del percorso formativo inerente la convenzione di integrazione lavorativa, da parte degli enti pubblici incaricati delle attività di sorveglianza e controllo.

Secondo la Cassazione è questa norma che assolve alla funzione di individuare la forma di assunzione più adatta in base al tipo di disabilità, in base alle forme di disagio dell'invalido e promuoverne l'inserimento lavorativo.

La sentenza di appello, escludendo l'applicabilità di questa legge ai contratti a tempo determinato, ostacola l' inserimento lavorativo dei disabili.

 

Ricerca un Avvocato

Mappa dell'Italia Puglia Molise Campania Abruzzo Marche Lazio Umbria Basilicata Toscana Emilia Romagna Calabria ItaliaCMS

Convegni e Seminari

<<  Settembre 2010  >>
 Lu  Ma  Me  Gi  Ve  Sa  Do 
    1  2  3  4  5
  6  7  8  9101112
13141516171819
20212223242526
27282930   

Forum Rete Avvocati

Registrazione



CB Online

No